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Sicurezza & LOTO

Infortuni in manutenzione: cosa dicono i dati INAIL e le dinamiche ricorrenti

24 giugno 20267 min di lettura

In breve

Gli infortuni durante la manutenzione hanno dinamiche ricorrenti documentate
da decenni nella letteratura tecnica e normativa: riavvio inatteso del
macchinario, rilascio di energia residua accumulata, errori nella sequenza di
isolamento, mancata identificazione di tutte le fonti di energia. La
UNI EN 17975:2025 codifica le contromisure organizzative che la normativa
sulle macchine (UNI EN ISO 14118) prescrive da tempo sul versante progettuale.

Cosa dicono i numeri ufficiali

I dati pubblicati dall'INAIL nei rapporti annuali e nei periodici della Consulenza statistico attuariale forniscono il contesto generale degli infortuni sul lavoro in Italia. Nel 2023 sono state registrate 590.215 denunce di infortunio, di cui 1.147 con esito mortale. Nel 2024, al netto degli studenti, le denunce sono scese a 511.688 (-0,7% rispetto all'anno precedente); i casi avvenuti in occasione di lavoro sono calati del 1,9%, mentre quelli in itinere sono cresciuti del 5,0% — fonte: inail.it, Comunicato della Consulenza statistico attuariale, febbraio 2025.

Il dato aggregato non distingue automaticamente la manutenzione dalle altre attività: per analisi mirate l'INAIL mette a disposizione due strumenti:

  • la Banca dati statistica INAIL (bancadaticsa.inail.it), interrogabile per

attività economica, professione, modalità di accadimento;

  • il Sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali (`Infor.MO`),

che raccoglie e classifica le dinamiche degli infortuni mortali e gravi sul lavoro in Italia, gestito dall'INAIL.

Sono le fonti corrette per quantificare il peso degli incidenti in manutenzione in un settore specifico, ed è da queste che chi conduce un'analisi del rischio dovrebbe partire — non da letteratura aneddotica.

> Nota: questo articolo non riporta percentuali o casi specifici senza > riferimento a fonte primaria verificabile. Le dinamiche descritte di seguito > sono ricavate dalla letteratura tecnica e normativa, non da statistiche > presentate come tali.

Perché la manutenzione è una fase critica

Gli stessi rapporti INAIL riconoscono che la manutenzione concentra fattori di rischio specifici. Nel rapporto annuale 2023, presentato a ottobre 2024, INAIL cita esplicitamente — tra i casi più noti dell'anno — l'incidente del 30 agosto 2023 a Brandizzo (Torino), in cui cinque addetti alla manutenzione dei binari hanno perso la vita travolti da un treno: un evento che, pur non riguardando il LOTO in senso stretto, è emblematico del rischio strutturale delle attività manutentive su impianti potenzialmente attivi.

In termini di principio, la manutenzione concentra quattro condizioni che elevano il rischio:

  • l'operatore lavora fisicamente dentro o sulla macchina, in spazi pensati

per essere chiusi durante il normale funzionamento;

  • spesso è necessario disattivare temporaneamente protezioni (carter,

ripari, interblocchi) per accedere ai componenti;

  • il lavoro avviene in finestre temporali strette (fermi programmati,

cambi turno), con pressione operativa;

  • coinvolge più operatori e talvolta più team che devono coordinarsi.

Questi quattro fattori sono parte del razionale che ha portato alla pubblicazione della UNI EN 17975:2025 e, prima ancora, della UNI EN ISO 14118:2018 sulla prevenzione dell'avviamento inatteso.

Le dinamiche ricorrenti documentate

La letteratura tecnica e normativa internazionale (linee guida OSHA, materiali della European Agency for Safety and Health at Work, norme della serie ISO 12100 e 14118) documenta quattro famiglie di dinamiche che si ripetono negli incidenti durante la manutenzione, indipendentemente dal settore.

Riavvio inatteso del macchinario

L'operatore lavora con la macchina ferma, ritenuta sicura. La macchina riparte durante l'intervento per cause diverse: comando inviato da un altro operatore ignaro della presenza del manutentore, reset automatico dopo intervento di un allarme, segnale spurio nei circuiti di comando, errore software, riarmo da HMI fatto "per verificare".

È la categoria di rischio che dà il titolo alla UNI EN ISO 14118:2018. Le contromisure sono progettuali (sezionatori bloccabili meccanicamente, dispositivi di consenso, logiche di safety) e organizzative (procedura LOTO applicata, Try-Out verificato).

Energia residua accumulata

L'isolamento è stato applicato correttamente, ma all'interno dell'impianto resta energia accumulata che non è stata dissipata: condensatori carichi, accumulatori idraulici in pressione, molle compresse, pesi sospesi, fluidi caldi in linee intercettate ma non drenate.

Sono incidenti che capitano a personale formato e disciplinato, perché la fonte del rischio è invisibile e statica. La 17975 li affronta richiedendo, nella procedura, un'analisi completa di tutte le forme di energia (cinetica, potenziale, termica, chimica, elettrica) e — quando applicabile — la dissipazione/drenaggio prima dell'inizio dell'intervento.

Errori di sequenza e identificazione

Il manutentore isola la macchina sbagliata, oppure isola la macchina giusta ma sul punto sbagliato (un sezionatore secondario invece del principale), oppure rimuove un isolamento prima che le condizioni lo consentano (rilascio del padre prima dei figli, vedi l'articolo dedicato al [parent/child lockout](/risorse/parent-child-lockout-impianti-complessi)).

Sono dinamiche tipiche degli impianti complessi e dei cambi turno. Le contromisure sono procedurali (identificazione univoca dei punti di isolamento, schemi LOTO consultabili in loco, sequenze scritte) e organizzative (cambio turno con consegna formale dello stato).

Coinvolgimento di terzi non avvisati

Un operatore di produzione, un addetto a un'attività adiacente, un'impresa esterna agisce sulla macchina senza sapere che è in manutenzione: aziona un comando, rimuove un cartellino "per fare pulizia", riapre una valvola manuale. Sono i classici errori di comunicazione e di territorio.

Le contromisure: cartellinatura visibile e standardizzata, perimetri fisici (transenne, lock-box), comunicazione formale all'inizio e alla fine dell'intervento, audit trail consultabile in tempo reale.

Cosa cambia con la UNI EN 17975:2025

Il valore della nuova norma europea sta nel sistematizzare le contromisure organizzative che le norme sulle macchine (UNI EN ISO 14118, UNI EN ISO 12100) richiedono sul versante progettuale.

L'isolamento rinforzato (RI) come default, l'introduzione del `Try-Out` come step obbligatorio, la formalizzazione dei processi di parent/child lockout, l'obbligo di formazione strutturata: ciascuno risponde a una delle famiglie di dinamiche descritte sopra. Non sono prescrizioni astratte, sono risposte a pattern documentati di incidente.

Come usare i dati nella propria valutazione del rischio

Per chi deve aggiornare il proprio DVR e le procedure LOTO sotto la 17975, una sequenza pragmatica:

  1. Interrogare la Banca dati INAIL filtrando per il proprio codice ATECO

e per modalità di accadimento, per avere il quadro reale del proprio settore.

  1. Consultare i casi del Sistema `Infor.MO` per dinamiche dettagliate di

incidenti gravi e mortali pubblicati dall'INAIL nel proprio comparto.

  1. Confrontare le dinamiche ricorrenti sopra descritte con le proprie

attività di manutenzione tipiche: quali sono coperte dalle procedure esistenti, quali no.

  1. Mappare le contromisure 17975 (isolamento rinforzato, Try-Out,

parent/child, formazione differenziata per ruolo) sui punti di rischio identificati.

  1. Documentare le scelte, comprese le rinunce motivate (es. quando si

adotta SI invece di RI per ragioni tecniche).

È un esercizio noioso, ma è la traccia che un ispettore può seguire per verificare che la valutazione del rischio è reale e non formale.

L'esperienza Eurosystem

Nei siti farmaceutici dove operiamo, l'aggiornamento delle procedure LOTO alla 17975 ha richiesto in tutti i casi un riesame degli scenari di rischio preesistenti, non una semplice riscrittura del documento. Le quattro famiglie di dinamiche descritte sopra sono il filtro che applichiamo per scoprire dove le procedure precedenti coprivano formalmente il rischio ma operativamente non lo eliminavano — tipicamente sull'energia residua e sugli errori di sequenza in impianti cresciuti per stratificazione. È spesso lì che si nascondono le opportunità reali di miglioramento.

Fonti consultate

  • INAIL — Relazione annuale 2023 (presentata a ottobre 2024) e comunicato

della Consulenza statistico attuariale, febbraio 2025: inail.it

  • INAIL — Banca dati statistica: bancadaticsa.inail.it
  • INAIL — Sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali

(Infor.MO)

  • UNI EN ISO 14118:2018 — Sicurezza del macchinario, prevenzione

dell'avviamento inatteso

  • UNI EN ISO 12100:2010 — Sicurezza del macchinario, principi generali di

progettazione

  • UNI EN 17975:2025 — Manutenzione, processo di gestione dei rischi legati a

energie e fluidi

  • EU-OSHA — European Agency for Safety and Health at Work, materiali

divulgativi su maintenance safety

Domande frequenti

Esistono dati pubblici sugli infortuni durante la manutenzione in Italia?

Sì. L'INAIL pubblica dati aggregati nella Relazione annuale e nei periodici della Consulenza statistico attuariale, e mette a disposizione la Banca dati statistica per analisi mirate per attività economica e modalità di accadimento. Il Sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali (Infor.MO) raccoglie dinamiche dettagliate di incidenti gravi e mortali.

Quali sono le dinamiche più ricorrenti di incidente in manutenzione?

La letteratura tecnica e normativa documenta quattro famiglie ricorrenti: riavvio inatteso del macchinario, rilascio di energia residua accumulata, errori nella sequenza di isolamento o di identificazione del punto, coinvolgimento di terzi non avvisati. Ciascuna ha contromisure progettuali e organizzative codificate.

La UNI EN 17975:2025 prevede misure specifiche contro queste dinamiche?

Sì. L'isolamento rinforzato come default contrasta riavvio inatteso ed energia residua, il Try-Out verifica l'efficacia dell'isolamento prima dell'intervento, il parent/child lockout riduce gli errori di sequenza, la formazione strutturata e la cartellinatura standardizzata limitano il coinvolgimento di terzi non avvisati.

Cosa è il Sistema Infor.MO?

È il Sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali gestito dall'INAIL. Raccoglie, analizza e classifica le dinamiche degli infortuni mortali e gravi sul lavoro in Italia con un approccio metodologico standardizzato. È una fonte istituzionale primaria per chi conduce un'analisi del rischio in un settore specifico.

Come si traduce questa analisi nel proprio DVR?

Confrontando le dinamiche tipiche documentate con le proprie attività di manutenzione, identificando quali sono coperte dalle procedure esistenti e quali no, mappando le contromisure previste dalla 17975 sui punti di rischio scoperti, e documentando ogni scelta — comprese le rinunce motivate (es. quando si adotta isolamento standard al posto di rinforzato per ragioni tecniche).

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